Derivazione e Descrizione del Levriere Arabo

Lo Sloughi

Un pò al di sopra della media atezza, il Levriere arabo, detto Sloughi, ha pelle molto fine e aderente al corpo, senza alcuna plica, ricoperta dal pelo raso compatto di colore sabbia, di varie gradazioni sino al rossiccio ed all'antracite con o senza maschera nera, a volte tigrato.

Il suo tronco forte si presenta agile e snello, ha la linea dorsale quasi orrizzontale, la sua testa è allungata ma con cranio forte, a cui i lati discendono, piatte di forma triangolare le orecchie. Gli occhi, leggermente obliqui, di colore ambra quando il mantello è chiaro, hanno una caratteristica espressione malinconica.

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Le origini arabe dello Sloughi, si confondono con quelle di tutti i levrieri orientali in genere, esistono prove che i Levrieri Arabi esistessero già nella Valle del Nilo in era faraonica, quando questi cani venivano impiegati nella caccia, essenzialmente della gazzella. Ne fanno fede i numerosi reperti rinvenuti con le tombe dei faraoni, tra cui quello del 1200 a.C., dove in un bassorilievo è raffigurata una muta di levrieri del faraone Ramesse II.

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Lo Sloughi, è il cane delle tribù nomadi arabe, che lo hanno cresciuto considerandolo un nobile animale "el hor", mentre tutti gli altri cani vengono chiamati "kelb", ossia comuni. Utilizzato per la caccia  a vista grazie alla percezione visiva molto acuta, possiede però un olfatto mediocre, i nomadi arabi ne hanno fatto sempre un compagno della loro famiglia, il guardiano della loro tenda ed un simbolo del loro gruppo. Ha lo stesso valore del cavallo purosangue.

La sua evoluzione cinofila incomincia in Gran Bretagna nella seconda metà dell'800, anche se il Marocco, verso la fine degli anni '70 del '900; ha rivendicato la paternità e dal 1980, è considerato quindi una razza tipica di questo Paese.

E' un cane nato per la caccia, anche se in Europa, è però proibito lo sport venatorio con il Levriere, quindi è diventato essenzialmente un cane da compagnia; mentre in Algeria e in Marocco esso partecipa alle gare di velocità nei cinodromi.